Fasi del digiuno ora per ora: cosa fa il tuo corpo dopo l'ultimo pasto
Il digiuno comincia con l'ultimo boccone, e il primo tratto di solito lo passi dormendo. Se la cena finisce alle 20:30, alle 7 del mattino sei già a dieci ore e mezza senza cibo: la digestione è finita da un pezzo e il fegato sta pescando dalle sue scorte di zucchero. Seguire le fasi del digiuno ora per ora ti aiuta a capire perché a metà mattina hai una fame da lupi e un'ora dopo quasi non ci pensi più.
Gli orari che trovi qui sono indicativi e cambiano da persona a persona, soprattutto in base a cosa hai mangiato e a quanto ti muovi. Il percorso va dalla digestione ai digiuni di più giorni, e per ogni tratto trovi cosa succede nel corpo e cosa senti tu. Verso la fine c'è una tabella con i segnali che ti dicono quando fermarti.
1. Le fasi del digiuno ora per ora, a partire dalla digestione
Il conto delle ore parte quando hai finito di mangiare e di bere qualsiasi cosa con calorie, amaro dopo cena compreso. Da lì il corpo attraversa alcune fasi che sfumano l'una nell'altra. Questa è la mappa, con orari medi per un adulto sano:
| Ore dall'ultimo pasto | Cosa succede | Cosa potresti sentire |
|---|---|---|
| 0-4 | Digestione: glicemia e insulina salgono, il corpo fa scorta di glicogeno | Sazietà, a volte l'abbiocco |
| 4-12 | L'insulina scende, il fegato libera glucosio dal glicogeno e ne fabbrica di nuovo | Quasi niente se dormi, poi fame all'ora della colazione |
| 12-18 | Per molti i grassi diventano il carburante principale e i chetoni cominciano a salire | Fame a ondate che poi si calma |
| 18-24 | Glicogeno del fegato molto ridotto, chetoni in aumento | Fame all'ora dei pasti, testa leggera se ti alzi di scatto |
| Oltre 24 | Il glucosio arriva sempre più dalla gluconeogenesi e il cervello usa anche i chetoni | Stanchezza e sonno disturbato; serve il medico |
Le prime tre o quattro ore sono quelle della digestione. Gli zuccheri della pasta e del pane passano nel sangue e il pancreas risponde con l'insulina, che fa entrare il glucosio nelle cellule e ne mette da parte una quota come glicogeno, nel fegato e nei muscoli. Intanto i grassi del pasto finiscono in buona parte nelle riserve di grasso. Dopo una cena pesante, come una carbonara seguita dal tiramisù, la digestione dura di più.
In questa fase ti senti sazio e, se hai esagerato, arriva l'abbiocco. Conta anche cosa c'era nel piatto: una cena molto ricca di carboidrati riempie meglio le scorte di glicogeno, e il passaggio ai grassi arriverà più tardi. Una cena con proteine e verdure, al contrario, lo avvicina un po'.
2. Da 4 a 12 ore: il fegato attinge alle scorte
Finita la digestione, l'insulina scende e il fegato prende in mano la glicemia. Per tenerla stabile mentre dormi lavora su due fronti: libera il glucosio custodito nel glicogeno e ne fabbrica di nuovo a partire da altre sostanze, come il glicerolo dei grassi e alcuni aminoacidi. Questo secondo processo si chiama gluconeogenesi e conta più di quanto si creda. In uno studio di Yale il glicogeno del fegato è stato misurato con la risonanza magnetica durante un digiuno di 68 ore: già nelle prime 22 ore quasi due terzi del glucosio prodotto dal corpo venivano dalla gluconeogenesi.
Il glicogeno dei muscoli segue un'altra strada. Serve ai muscoli stessi, quando corri per prendere il regionale delle 7:42 o fai le scale di corsa, e non viene rilasciato nel sangue come glucosio. Nel frattempo le cellule cominciano a usare una quota maggiore di grassi.
Di questa fase ti accorgi poco, perché in buona parte dormi. Il primo segnale arriva all'ora in cui di solito fai colazione: se da anni prendi cappuccino e cornetto alle 7:30, lo stomaco se lo ricorda, minuto più minuto meno. Un espresso amaro ci sta, e trovi i dettagli nella guida al caffè nero durante il digiuno; il latte del cappuccino invece rompe il digiuno e va spostato nella finestra.
3. Da 12 a 18 ore: i grassi diventano il carburante principale
Superate le 12 ore circa, con il glicogeno del fegato ridotto, il tessuto adiposo libera più acidi grassi e il fegato comincia a trasformarne una parte in chetoni, un carburante che muscoli e cervello sanno usare. I ricercatori chiamano questo passaggio interruttore metabolico. Secondo una revisione del 2018 sul digiuno, in genere scatta tra le 12 e le 36 ore dall'ultimo pasto, a seconda di quanto glicogeno avevi nel fegato all'inizio e di quanto ti muovi durante il digiuno.
Chi segue il 16:8 si ferma all'inizio di questo tratto: con la cena alle 20:30, le 16 ore scadono alle 12:30, giusto in tempo per il pranzo di lavoro. Per molti, a quell'ora, i chetoni hanno appena cominciato a salire. Quanto salgono, e da quando si parla di chetosi vera e propria, lo spieghiamo nell'articolo su quando inizia la chetosi durante il digiuno.
In questo tratto la fame arriva a ondate. In uno studio viennese sei volontari sani sono rimasti 24 ore senza mangiare, con un prelievo di sangue ogni 20 minuti: la grelina, l'ormone che stimola l'appetito, saliva agli orari dei pasti abituali e poi scendeva da sola, senza cibo. Per questo la fame si presenta puntuale all'ora del vecchio spuntino, magari alle 11 quando i colleghi scendono al bar, e se aspetti si calma. Il timer di FastTrack ti mostra in che fase sei mentre le ore passano, e sapere che si tratta di un'ondata aiuta a lasciarla passare.
4. Da 18 a 24 ore: glicogeno agli sgoccioli, chetoni in salita
Tra le 18 e le 24 ore le scorte di glicogeno del fegato sono molto ridotte, e la gran parte del glucosio che il fegato immette nel sangue è glucosio nuovo, prodotto con la gluconeogenesi. Nello studio di Yale, tra la ventiduesima e la trentaseiesima ora di digiuno la gluconeogenesi copriva l'82% della produzione di glucosio. I chetoni continuano a salire e i grassi forniscono una quota sempre più grande dell'energia.
Ci arriva chi fa il digiuno di 24 ore da cena a cena, per esempio dalle 20:30 di domenica alle 20:30 di lunedì. La fame di solito bussa all'ora di pranzo e di nuovo verso sera, quando a casa si apparecchia. Molti notano anche la testa leggera quando si alzano di scatto dalla sedia: nel primo giorno di digiuno il corpo perde acqua, perché il glicogeno che consuma era legato a parecchia acqua, e con l'acqua se ne va anche un po' di sale.
Bevi con regolarità e, se ti gira la testa, prova un pizzico di sale in un bicchiere d'acqua. Le 24 ore restano facoltative: per la maggior parte delle persone il digiuno giusto è quello che si riesce a ripetere con serenità.
5. Oltre le 24 ore: il digiuno prolungato
Dopo un giorno e mezzo il glicogeno del fegato conta pochissimo: nello studio di Yale, nelle 18 ore successive la gluconeogenesi arrivava al 96% del glucosio prodotto. Il corpo vive soprattutto di grassi, e i chetoni diventano un carburante importante anche per il cervello. George Cahill, il medico di Harvard che ha studiato a lungo il metabolismo del digiuno prolungato, vedeva proprio nel beta-idrossibutirrato usato dal cervello la ragione per cui l'uomo riesce a sopravvivere a lunghi periodi senza cibo.
Qui le sensazioni cambiano molto da persona a persona, e i rischi crescono. In un centro medico californiano sono stati analizzati 768 digiuni a sola acqua, tutti di almeno due giorni e in genere di una settimana: la stanchezza è comparsa quasi una volta su due, insonnia e nausea circa una volta su tre, la sensazione di stare per svenire più di una volta su quattro. Erano disturbi per lo più lievi, sotto controllo medico, e due persone sono finite comunque in ospedale. Per questo i digiuni di più giorni si fanno solo con il medico, e anche il ritorno al cibo va preparato: prima di riprendere, leggi come interrompere il digiuno senza appesantirti.
E l'autofagia?
L'autofagia è il sistema con cui le cellule smontano e riciclano i propri componenti. In rete circolano orari precisi, 16, 24 o 48 ore, che non hanno basi solide: gran parte delle prove viene da studi su animali e su cellule, e nell'uomo manca ancora un esame semplice per misurarla durante il digiuno. Nessuno, quindi, può dirti a che ora si attiva nel tuo corpo.
6. Quando fermarti e sentire il medico
Le fasi descritte valgono per un adulto sano. Alcuni segnali però dicono che è il momento di interrompere il digiuno, a qualunque ora tu sia arrivato:
| Segnale | Cosa fare |
|---|---|
| Fame a ondate, un po' di nervosismo | È normale: bevi acqua o un tè e aspetta che l'ondata passi |
| Mal di testa leggero | Acqua e un pizzico di sale; se dopo un'ora non passa, mangia qualcosa |
| Capogiro quando ti alzi | Siediti e bevi; se si ripete, interrompi il digiuno |
| Tremore, sudore freddo, confusione | Mangia subito qualcosa di dolce, come un succo di frutta; se non migliori in pochi minuti, chiedi aiuto |
| Svenimento, palpitazioni forti, vomito | Interrompi il digiuno e chiedi subito aiuto medico |
Prima di provare anche solo il 16:8, parlane con il medico se hai il diabete e prendi insulina o altri farmaci che abbassano la glicemia, se sei in gravidanza o allatti, se hai sofferto di disturbi alimentari, se prendi farmaci per la pressione o se hai meno di 18 anni. Per i digiuni oltre le 24 ore il parere del medico serve sempre.
In sintesi
Dopo l'ultimo pasto il corpo digerisce e poi vive per qualche ora delle scorte del fegato. Superate le 12 ore circa, i grassi diventano il carburante principale e i chetoni salgono, con orari che dipendono da cosa hai mangiato e da quanto ti muovi. La fame arriva a ondate che passano, e oltre le 24 ore il digiuno si fa con il medico.
Domande frequenti
Dopo quante ore di digiuno si bruciano i grassi?
Il corpo usa un po' di grassi anche tra un pasto e l'altro. Diventano il carburante principale di solito oltre le 12 ore dall'ultimo pasto, con una forbice tra le 12 e le 36 ore che dipende dal glicogeno di partenza e dall'attività fisica.
Cosa succede al corpo dopo 16 ore di digiuno?
Il fegato ha usato buona parte del suo glicogeno e una quota crescente dell'energia arriva dai grassi. Per molte persone i chetoni stanno cominciando a salire, con differenze anche di parecchie ore da una persona all'altra.
Perché durante il digiuno la fame va e viene?
Perché la grelina, l'ormone che stimola l'appetito, sale agli orari in cui di solito mangi e poi scende da sola, anche senza cibo. Per questo un'ondata di fame spesso si calma se bevi qualcosa e aspetti.
Dopo quante ore di digiuno inizia l'autofagia?
Per l'uomo non esiste un orario affidabile. Gran parte degli studi sull'autofagia da digiuno è stata fatta su animali e cellule, e manca ancora un esame semplice per misurarla nelle persone.
È pericoloso digiunare più di 24 ore?
Più il digiuno si allunga, più i rischi crescono. Nei digiuni di più giorni disturbi come stanchezza, nausea, insonnia e capogiri sono frequenti anche in clinica, quindi vanno fatti solo con il medico, a maggior ragione se prendi farmaci.
Le fasi del digiuno sono uguali per tutti?
No, gli orari sono indicativi. Una cena ricca di carboidrati sposta più avanti il passaggio ai grassi, mentre l'attività fisica durante il digiuno tende ad anticiparlo.
Segui i tuoi digiuni con FastTrack
Un timer del digiuno che segue il tuo programma, un coach con IA per le ore difficili e idee per i pasti della tua finestra alimentare.
Scarica FastTrackAvvertenza medica: questo articolo ha solo scopo educativo e non sostituisce un parere medico professionale. Consulta sempre un professionista sanitario prima di iniziare o modificare un piano di digiuno o di alimentazione, soprattutto se hai una patologia, sei incinta o assumi farmaci.
Fonti
- Anton SD, Moehl K, Donahoo WT et al. (2018). Flipping the Metabolic Switch: Understanding and Applying the Health Benefits of Fasting. Obesity (Silver Spring), 26(2), 254-268. Vedi su PubMed
- Rothman DL, Magnusson I, Katz LD et al. (1991). Quantitation of hepatic glycogenolysis and gluconeogenesis in fasting humans with 13C NMR. Science, 254(5031), 573-6. Vedi su PubMed
- Natalucci G, Riedl S, Gleiss A et al. (2005). Spontaneous 24-h ghrelin secretion pattern in fasting subjects: maintenance of a meal-related pattern. Eur J Endocrinol, 152(6), 845-50. Vedi su PubMed
- Cahill GF Jr (2006). Fuel metabolism in starvation. Annu Rev Nutr, 26, 1-22. Vedi su PubMed
- Finnell JS, Saul BC, Goldhamer AC et al. (2018). Is fasting safe? A chart review of adverse events during medically supervised, water-only fasting. BMC Complement Altern Med, 18(1), 67. Vedi su PubMed