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Dopo quante ore di digiuno si bruciano i grassi: cosa hanno misurato gli studi

Se ceni alle 20 e salti la colazione, al pranzo dell'una arrivi con 17 ore di digiuno alle spalle. A metà mattina, al bancone del bar, viene spontaneo chiedersi dopo quante ore di digiuno si bruciano i grassi e se ci sei già arrivato. In rete gira un orario preciso, di solito 12 o 16 ore, come se a quell'ora scattasse un interruttore.

Gli studi che hanno misurato il carburante del corpo durante il digiuno descrivono un passaggio graduale, che comincia già di notte. Qui trovi cosa hanno visto quelle misure e cosa decide davvero quanto grasso perdi nell'arco di qualche settimana. Verso la fine ci sono i segnali che ti dicono quando fermarti.

1. Dopo quante ore di digiuno si bruciano i grassi: la risposta breve

I grassi li bruci sempre, anche adesso mentre leggi. Il corpo usa un misto di zuccheri e grassi, e con le ore cambia la proporzione. Dopo un pasto l'insulina sale e le cellule usano soprattutto il glucosio appena arrivato; finita la digestione l'insulina scende e la quota di grassi cresce mentre dormi.

Un modo per vederlo è il quoziente respiratorio, il rapporto tra l'anidride carbonica che espiri e l'ossigeno che consumi: vicino a 0,70 il corpo vive quasi solo di grassi, vicino a 1,00 quasi solo di zuccheri. All'Università di Nottingham 29 adulti sani, 17 donne e 12 uomini, sono stati misurati dopo 12, 36 e 72 ore di digiuno. Alla dodicesima ora, cioè dopo una normale notte senza cibo, il quoziente era già 0,80, più vicino ai grassi che agli zuccheri. Poi è sceso a 0,76 a 36 ore e a 0,72 a 72 ore, con lo stesso andamento in donne e uomini.

La risposta breve, quindi: a colazione bruci già una buona quota di grassi, e la quota sale finché il digiuno va avanti, senza un minuto preciso in cui il corpo cambia carburante.

2. Guarda cosa hanno misurato gli studi tra 12 e 72 ore

Il lavoro più preciso sul rilascio dei grassi viene dall'Università del Texas a Galveston. Sei giovani uomini sani hanno digiunato 72 ore, e i ricercatori hanno misurato sette volte, tra la dodicesima e la settantaduesima ora, quanti grassi uscivano dal tessuto adiposo. In quell'arco il rilascio è raddoppiato. Il 60% dell'aumento è avvenuto tra le 12 e le 24 ore, con il salto più grande tra le 18 e le 24. Intanto l'insulina si è dimezzata, e secondo gli autori le prime variazioni nei grassi vanno di pari passo con il suo calo, mentre la glicemia sembra contare poco.

A Yale hanno seguito con la risonanza magnetica il glicogeno del fegato, la scorta di zucchero che tiene su la glicemia tra un pasto e l'altro, durante un digiuno di 68 ore. Nelle prime 22 ore circa un terzo del glucosio prodotto dal corpo veniva ancora da lì, e tra la ventiduesima e la trentaseiesima ora quasi un quinto: la scorta si consuma a poco a poco. La mappa completa, dalla digestione ai digiuni di più giorni, è nella guida alle fasi del digiuno ora per ora; qui restiamo sui grassi.

3. Capisci perché il tuo orario è diverso da quello degli studi

Quei numeri sono medie di piccoli gruppi di volontari sani, misurati in laboratorio. La tua giornata è diversa. Contano soprattutto due cose: quanto glicogeno hai nel fegato quando smetti di mangiare e quanto ti muovi durante il digiuno. Una cena ricca di carboidrati riempie di più le scorte, e il fegato ci mette più ore a svuotarle; una camminata consuma energia, e la quota di grassi tende a salire prima.

Cosa hai fattoEffetto probabile sui grassiCosa fare
Cena con pizza e tiramisùParti con più glicogeno, la quota di grassi sale più tardiNessun dramma: sulle settimane pesa il totale di quello che mangi
Cena con pesce al forno e verdureMeno glicogeno da smaltire, i grassi salgono un po' primaVa bene se ti sazia fino al pranzo del giorno dopo
Mezz'ora a piedi per andare in ufficioI muscoli consumano di più e attingono anche ai grassiPasso tranquillo; se ti gira la testa, fermati e siediti
Mattina intera seduto alla scrivaniaConsumo basso, la curva sale più lentaNormale; alzati ogni tanto e bevi acqua

A parità di ore, quindi, due persone possono trovarsi in punti diversi della curva. L'orario esatto conta meno di quanto sembri, e il perché lo vedi al punto 5.

4. Segui una giornata tipo: cena alle 20, pranzo alle 13

La cena, spaghetti al pomodoro e un'insalata, finisce alle 20. Verso mezzanotte la digestione è conclusa, l'insulina scende e il fegato tiene su la glicemia con le sue scorte, mentre i grassi coprono una parte crescente dell'energia.

Alle 8 sei a 12 ore, più o meno dove i volontari di Nottingham avevano già un quoziente di 0,80. Alle 8:30 scendi al bar: un espresso o un caffè lungo senza zucchero portano pochissime calorie e il digiuno continua. Il cappuccino con il cornetto invece è una colazione, e il conto delle ore riparte. Per le aggiunte, dal latte allo zucchero, c'è la scheda il caffè rompe il digiuno?

Verso le 11, a 15 ore, la fame si fa sentire all'ora del vecchio spuntino: un bicchiere d'acqua o un tè, e di solito passa. Alle 13 arrivi a 17 ore, nel tratto in cui, nello studio texano, il rilascio dei grassi cresceva più in fretta. Con il pranzo, pasta e ceci e una porzione di verdure, l'insulina risale e per qualche ora il corpo torna a usare soprattutto zuccheri.

Il timer di FastTrack ti mostra in che fase sei mentre le ore passano, fino alla chetosi: è una guida indicativa sugli orari medi, che conta le ore senza misurare niente dentro il tuo corpo.

5. Distingui il grasso che bruci dal grasso che perdi

Bruciare grassi come carburante e perdere grasso corporeo sono due cose diverse. Nell'arco di una giornata il corpo alterna ore in cui usa i grassi di riserva e ore in cui, dopo i pasti, ne mette da parte. Il grasso corporeo cala quando, sommando le settimane, l'energia che consumi supera quella che mangi.

Lo mostra bene uno studio guidato da Kevin Hall dei National Institutes of Health americani. Diciassette uomini in sovrappeso o con obesità hanno vissuto otto settimane in un reparto metabolico, con l'alimentazione sotto controllo: quattro settimane di dieta ricca di carboidrati, poi quattro di dieta chetogenica, a parità di calorie e di proteine. Con la chetogenica il quoziente respiratorio è sceso in modo netto, segno che il corpo usava molti più grassi come carburante. La perdita di grasso corporeo, però, ha rallentato. Hanno perso grasso per tutto lo studio perché, nel complesso, consumavano circa 300 calorie al giorno più di quante ne mangiassero.

Con i chetoni vale lo stesso: ti dicono quale carburante stai usando in quel momento. Quando cominciano a salire lo spiega la guida su quando inizia la chetosi durante il digiuno; per il grasso perso, il metro resta il bilancio delle settimane.

6. Punta su quello che conta per dimagrire nelle settimane

Le ore di digiuno, da sole, spostano poco. Nello studio TREAT dell'Università della California a San Francisco 116 adulti in sovrappeso o con obesità sono stati divisi a caso per 12 settimane: un gruppo mangiava liberamente tra le 12 e le 20, l'altro faceva tre pasti al giorno. Il gruppo del 16:8 ha perso in media poco meno di un chilo, quello dei tre pasti circa 0,7 chili, e la differenza tra i due gruppi non era statisticamente significativa. Nel sottogruppo misurato di persona, chi faceva il 16:8 ha perso un po' più di massa magra in braccia e gambe.

Il digiuno ti aiuta se ti rende più facile mangiare un po' meno senza abbuffarti al primo pasto. Proteine a ogni pasto, da legumi, pesce, uova o carne, e un po' di esercizio con i pesi aiutano a proteggere i muscoli.

Cosa stai pensando di fareCosa sappiamoLa scelta sensata
Allungare il digiuno da 16 a 20 ore per bruciare più grassiLa quota di grassi sale con le ore; nessuno degli studi citati confronta il grasso perso a 16 e a 20 oreAllunga solo se ti trovi bene e mangi meglio
Fare il 16:8 mangiando come primaIn 12 settimane circa lo stesso calo di peso dei tre pasti al giornoUsa la finestra per mangiare un po' meno, con calma
Passare alla chetogenica per bruciare più grassiA parità di calorie più grassi come carburante, perdita di grasso corporeo più lentaScegli lo schema che riesci a tenere per mesi
Pesarti ogni mattina dopo un digiuno lungoIl peso del giorno dopo cambia molto per l'acqua legata al glicogenoGuarda la media della settimana

In FastTrack puoi registrare il peso al mattino e confrontare le settimane tra loro. I risultati cambiano molto da persona a persona.

7. Fermati se il digiuno ti fa stare male

Interrompi e mangia qualcosa quando compare uno di questi segnali:

  • Vertigini forti o la sensazione di stare per svenire.
  • Uno svenimento, anche breve: parlane con il medico prima di riprovare.
  • Tremore, sudore freddo o confusione, che possono indicare una glicemia bassa.
  • Palpitazioni o un mal di testa che resta anche dopo acqua e un pizzico di sale.

Prima di provare qualsiasi digiuno, anche il 16:8, senti il medico se hai il diabete e prendi insulina o altri farmaci che abbassano la glicemia, se sei in gravidanza o allatti, se hai sofferto di disturbi alimentari, anche anni fa. Sotto i 18 anni il digiuno per dimagrire è sconsigliato. Oltre le 24 ore il parere del medico serve a tutti.

In breve

Il corpo brucia grassi anche di notte, e la quota cresce con le ore di digiuno, soprattutto tra le 12 e le 24. L'orario preciso cambia da persona a persona. Per dimagrire conta il bilancio delle settimane: scegli un digiuno che riesci a tenere.

Domande frequenti

Dopo 16 ore di digiuno si bruciano più grassi che dopo 12?

In genere sì: negli studi la quota di grassi cresce con le ore, e il rilascio di grassi dal tessuto adiposo sale soprattutto tra le 12 e le 24 ore. Sul grasso perso nell'arco di settimane pesa di più il bilancio tra quello che mangi e quello che consumi.

Si bruciano grassi anche di notte?

Sì. Finita la digestione l'insulina scende e i grassi coprono una quota crescente dell'energia mentre dormi. In uno studio inglese, dopo 12 ore senza cibo il quoziente respiratorio dei volontari era già 0,80, più vicino ai grassi che agli zuccheri.

Il caffè del mattino interrompe il consumo di grassi?

Un espresso o un caffè lungo senza zucchero portano pochissime calorie, e il digiuno continua. Il cappuccino o un caffè zuccherato invece aggiungono calorie, e a quel punto il digiuno finisce.

Serve entrare in chetosi per dimagrire?

Per perdere grasso conta il bilancio tra calorie mangiate e consumate nelle settimane. In uno studio in reparto metabolico, una dieta chetogenica con le stesse calorie ha fatto usare più grassi come carburante, e intanto la perdita di grasso corporeo è rallentata.

Il digiuno 16:8 fa dimagrire più di tre pasti al giorno?

Nello studio TREAT, su 116 adulti seguiti per 12 settimane, il 16:8 da solo ha dato circa lo stesso calo di peso dei tre pasti. Può aiutarti se ti rende più facile mangiare un po' meno, e i risultati cambiano molto da persona a persona.

Perché dopo un giorno di digiuno peso un chilo in meno?

Buona parte di quel calo è acqua: il glicogeno che il corpo consuma nelle prime ore era legato a parecchia acqua. Il grasso si perde più lentamente, e lo vedi meglio confrontando le medie di più settimane.

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Avvertenza medica: questo articolo ha solo scopo educativo e non sostituisce un parere medico professionale. Consulta sempre un professionista sanitario prima di iniziare o modificare un piano di digiuno o di alimentazione, soprattutto se hai una patologia, sei incinta o assumi farmaci.

Fonti

  1. Klein S, Sakurai Y, Romijn JA et al. (1993). Progressive alterations in lipid and glucose metabolism during short-term fasting in young adult men. Am J Physiol, 265(5 Pt 1), E801-6. Vedi su PubMed
  2. Rothman DL, Magnusson I, Katz LD et al. (1991). Quantitation of hepatic glycogenolysis and gluconeogenesis in fasting humans with 13C NMR. Science, 254(5031), 573-6. Vedi su PubMed
  3. Webber J, Macdonald IA (1994). The cardiovascular, metabolic and hormonal changes accompanying acute starvation in men and women. Br J Nutr, 71(3), 437-47. Vedi su PubMed
  4. Hall KD, Chen KY, Guo J et al. (2016). Energy expenditure and body composition changes after an isocaloric ketogenic diet in overweight and obese men. Am J Clin Nutr, 104(2), 324-33. Vedi su PubMed
  5. Lowe DA, Wu N, Rohdin-Bibby L et al. (2020). Effects of Time-Restricted Eating on Weight Loss and Other Metabolic Parameters in Women and Men With Overweight and Obesity: The TREAT Randomized Clinical Trial. JAMA Intern Med, 180(11), 1491-1499. Vedi su PubMed

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