Dieta OMAD, un pasto al giorno: a chi va bene e come farla
La dieta OMAD, dall'inglese one meal a day, riduce la giornata a un solo pasto: per esempio la cena alle 20, poi niente fino alle 20 del giorno dopo, con acqua, caffè amaro e tè nel mezzo. Chi la segue da tempo la apprezza perché c'è un solo pasto da organizzare e nessuno spuntino da gestire in ufficio.
Il rovescio della medaglia è che in un piatto solo devono starci le proteine e le fibre di un'intera giornata, e gli studi sull'uomo sono pochi e piccoli. Ecco i passi nell'ordine in cui li affronteresti, con i segnali che dicono quando fermarsi.
1. Cos'è la dieta OMAD e com'è fatta la giornata
OMAD sta per one meal a day, un pasto al giorno. Nella versione più diffusa, detta anche 23:1, mangi tutto in circa un'ora e nelle altre ventitré bevi soltanto cose senza calorie; molti allargano la finestra a due ore quando il pasto è una cena in famiglia.
Una giornata tipo: sveglia alle 7 e un bicchiere d'acqua, espresso amaro al bar alle 8:30, acqua e tè alla scrivania, una tisana nel pomeriggio, poi a tavola dalle 20 alle 21. All'inizio le ore più dure sono di solito quelle del vecchio pranzo e il tardo pomeriggio.
Nel piatto delle 20 devono entrare le proteine e le fibre che prima dividevi tra pranzo e cena. Definizione e varianti le trovi nella voce del glossario dedicata all'OMAD.
2. Leggi cosa dicono gli studi sulla dieta OMAD
Le prove sono poche. Lo studio più citato viene dal centro di ricerca sulla nutrizione del Dipartimento dell'Agricoltura americano, a Beltsville: adulti sani, di mezza età e normopeso, hanno mangiato per otto settimane in tre pasti e per altre otto in un pasto solo, con le calorie giuste per mantenere il peso. Il peso è rimasto entro 2 kg da quello di partenza per tutti i sei mesi. Con il pasto unico la massa grassa è scesa un po', e intanto sono saliti la fame, la pressione arteriosa e il colesterolo totale, LDL e HDL.
Un secondo lavoro dello stesso gruppo, con il pasto tra le 16 e le 20, ha guardato la glicemia: con un pasto al giorno era più alta al mattino a digiuno, e nella curva glicemica del mattino saliva di più e restava alta più a lungo, con l'insulina in ritardo. Gli autori descrivono l'effetto come reversibile.
In uno studio più recente tra Amsterdam e Oslo, 11 giovani adulti normopeso hanno fatto per 11 giorni un pasto unico tra le 17 e le 19, sempre a calorie di mantenimento. Hanno perso in media 1,4 kg contro 0,5 kg con tre pasti, e forza e capacità aerobica sono rimaste invariate. Undici giorni però dicono poco su cosa succede dopo mesi.
Sono studi piccoli, su persone sane e normopeso, e nessuno dura anni; sul peso i risultati cambiano da persona a persona. Anche l'autofagia, spesso citata come motivo per fare OMAD, nell'uomo non ha una tempistica validata: gli orari precisi che girano online restano ipotesi.
3. Controlla se fa per te
La dieta OMAD è lo schema quotidiano più stretto del digiuno intermittente, quindi l'elenco di chi dovrebbe evitarla è lungo. Prima di provarla guarda dove ti trovi:
| La tua situazione | OMAD | Cosa fare |
|---|---|---|
| Adulto in salute, già a tuo agio con il 16:8 | Si può provare | Controlla pressione e colesterolo dopo due o tre mesi |
| Diabete trattato con insulina o sulfoniluree | Solo con il medico | Le dosi vanno riviste prima, per il rischio di glicemia troppo bassa |
| Gravidanza, allattamento o meno di 18 anni | Da evitare | Pasti regolari distribuiti nella giornata |
| Disturbi alimentari, anche passati | Da evitare | Un pasto al giorno può riaccendere restrizione e abbuffate |
| Più di 65 anni, o muscoli e forza che calano | Sconsigliata | Tre pasti con circa 30 g di proteine ciascuno |
| Farmaci da prendere con il cibo o in più dosi al giorno | Solo con il medico | Rivedi con lui orari e dosi prima di cominciare |
Con la pressione alta o l'LDL già sopra i valori consigliati, parlane prima con il medico, visto quello che è emerso a Beltsville. Se ti riconosci in una delle righe centrali, schemi più morbidi come il 16:8 o il 18:6 li trovi a confronto nella guida ai tipi di digiuno intermittente.
4. Arrivaci per gradi, partendo dal 16:8
Passare da tre pasti a uno da un lunedì all'altro è il modo più rapido per mollare entro il giovedì. Allunga il digiuno un passo alla volta e vai avanti solo se sonno ed energia tengono:
- Settimane 1 e 2: 16:8, con pranzo alle 13 e cena alle 20.
- Settimane 3 e 4: 18:6, con pranzo alle 14 e cena alle 20.
- Settimana 5: 20:4, con uno spuntino proteico alle 16, per esempio uno yogurt greco con qualche noce, e la cena alle 20.
- Dalla settimana 6: il pasto unico alle 20, prima tre giorni a settimana e poi, se ti trovi bene, anche gli altri.
Nelle ore senza cibo bevi acqua, un litro e mezzo o due nell'arco della giornata, più tè e tisane senza zucchero. L'espresso amaro va bene, mentre latte e zucchero contano come cibo: i dettagli sono nella pagina sul caffè durante il digiuno. Il timer di FastTrack avvia e chiude il digiuno da solo secondo il tuo programma, ti mostra la fase in cui sei e ti lascia segnare l'acqua bevuta.
5. Scegli l'ora del pasto e prepara le eccezioni
In Italia la scelta più naturale è la cena alle 20, il pasto che si fa in famiglia. Lo studio sulla glicemia, però, aveva il pasto proprio tra pomeriggio e sera: se la tua glicemia a digiuno è già al limite, parlane con il medico prima di scegliere l'orario.
La domenica il pranzo dai nonni alle 13 si allunga facilmente fino alle 16, tra lasagne e arrosto. Consideralo un giorno a due pasti, con una cena piccola alle 20 come un minestrone o una scodella di ricotta e frutta, e il lunedì riparti con il pasto unico dopo circa 24 ore.
Poi c'è l'aperitivo del venerdì. Uno spritz alle 19, dopo 22 ore a stomaco vuoto, arriva alla testa in fretta. Se vai, fai cominciare lì la tua finestra: prima scaglie di grana e qualche fetta di prosciutto, poi il bicchiere, e la cena subito dopo, così tutto resta dentro un'ora o due.
6. Componi l'unico pasto: proteine e fibre prima di tutto
Con un pasto solo, quello che manca nel piatto manca per tutta la giornata. Parti dalle proteine: come obiettivo usa 1,0-1,2 grammi per chilo di peso, cioè 70-85 grammi per una persona di 70 kg. È la fascia che il gruppo di studio PROT-AGE, promosso dalla Società europea di medicina geriatrica, raccomanda come minimo sopra i 65 anni, e per un adulto più giovane è un margine comodo. Se hai una malattia renale, la quantità di proteine te la indica il medico.
C'è un limite da conoscere. In uno studio texano 8 adulti sani hanno mangiato per una settimana le stesse proteine divise in parti uguali, circa 30 grammi a pasto, e per un'altra settimana concentrate la sera, con 63 grammi a cena. Con la distribuzione uniforme la sintesi di proteine muscolari nelle 24 ore era più alta del 25%. Il pasto unico porta questo squilibrio all'estremo e mancano studi lunghi su OMAD e muscoli, per questo dopo i 65 anni conviene un altro schema.
Ecco come arrivarci con una cena italiana, per una persona di 70 kg:
| Nel piatto | Porzione | Proteine | Fibre |
|---|---|---|---|
| Pasta e ceci con Parmigiano | 70 g di pasta, 150 g di ceci cotti, un cucchiaio di Parmigiano | circa 25 g | circa 12 g |
| Orata o merluzzo al forno | 200 g di filetto | 35-40 g | 0 g |
| Cicoria ripassata e finocchi crudi | 300 g in tutto | circa 4 g | circa 8 g |
| Pane integrale | Due fette, circa 60 g | circa 5 g | circa 4 g |
| Ricotta e una pera | 100 g di ricotta, una pera media | circa 9 g | circa 5 g |
| Totale | Un'ora a tavola | circa 80 g | circa 30 g |
Sono stime arrotondate, che cambiano con marca e cottura. In versione vegetariana usa lenticchie al posto dei ceci, una frittata di tre uova al posto del pesce e 30 grammi di Parmigiano a scaglie sulle verdure: arrivi intorno ai 70 grammi. Per le fibre i LARN, i livelli di riferimento italiani, indicano almeno 25 grammi al giorno per un adulto, e un piatto così ci arriva. Se hai dubbi sulle proteine, fotografa il piatto: la scansione dei pasti di FastTrack stima calorie e macronutrienti.
7. Mangia con calma e riconosci quando fermarti
Dopo 23 ore la tentazione è finire tutto in un quarto d'ora. Comincia dalle verdure o da una minestra, appoggia la forchetta tra un boccone e l'altro e datti almeno 45 minuti: un piatto così abbondante mangiato di corsa porta spesso gonfiore e sonnolenza. Se vai a letto verso le 23:30, cerca di finire entro le 21.
Quando smettere e sentire il medico
Torna a pasti regolari e mangia qualcosa se compare uno di questi segnali:
- capogiri, vista annebbiata, la sensazione di svenire o uno svenimento vero: in quel caso parlane con il medico prima di riprovare;
- palpitazioni o battito irregolare;
- tremore, sudore freddo o confusione, soprattutto se prendi farmaci per il diabete;
- voglia di abbuffarti al pasto fino a stare male, o pensieri sul cibo che occupano tutta la giornata.
Dopo due o tre mesi fai controllare pressione e colesterolo; se salgono, valuta con il medico il ritorno a due pasti.
In breve
La dieta OMAD può andare bene a un adulto in salute che fa già il 16:8 senza fatica. Gli studi sono piccoli e mostrano anche pressione e colesterolo in salita. Se la provi, punta a 1,0-1,2 grammi di proteine per chilo con legumi, pesce e verdure, mangia con calma e fermati ai primi segnali.
Domande frequenti
Quanto si dimagrisce con la dieta OMAD?
Varia molto da persona a persona e dipende soprattutto da quanto mangi nell'unico pasto. Nello studio di Beltsville, con le calorie di mantenimento, il peso è rimasto entro 2 kg per sei mesi; in uno studio di 11 giorni il calo medio è stato di 1,4 kg contro 0,5 kg con tre pasti.
Cosa si può bere nelle ore di digiuno?
Acqua naturale o frizzante, espresso amaro o caffè lungo senza zucchero, tè e tisane senza zucchero. Latte, succhi e bibite zuccherate contano come cibo e aprono la finestra. Cerca di bere un litro e mezzo o due nell'arco della giornata.
Meglio fare il pasto unico a pranzo o a cena?
In Italia la cena alle 20 è la scelta più comoda, perché è il pasto in famiglia. Mancano studi che confrontino l'OMAD a pranzo e a cena; in quello con il pasto tra le 16 e le 20 la glicemia del mattino era peggiore che con tre pasti.
Si può fare la dieta OMAD tutti i giorni?
Molti la fanno nei giorni feriali e tengono due pasti la domenica. Gli studi citati qui durano al massimo otto settimane per periodo, quindi se la fai ogni giorno controlla pressione e colesterolo dopo due o tre mesi.
Con un pasto al giorno si perde muscolo?
Mancano studi lunghi che lo misurino. In uno studio la sintesi di proteine muscolari era più alta del 25% con le proteine divise in tre pasti rispetto a concentrarle la sera, e il pasto unico è il caso più sbilanciato. Se hai più di 65 anni o perdi forza, scegli uno schema con più pasti.
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Scarica FastTrackAvvertenza medica: questo articolo ha solo scopo educativo e non sostituisce un parere medico professionale. Consulta sempre un professionista sanitario prima di iniziare o modificare un piano di digiuno o di alimentazione, soprattutto se hai una patologia, sei incinta o assumi farmaci.
Fonti
- Stote KS, Baer DJ, Spears K et al. (2007). A controlled trial of reduced meal frequency without caloric restriction in healthy, normal-weight, middle-aged adults. Am J Clin Nutr, 85(4), 981-8. Vedi su PubMed
- Carlson O, Martin B, Stote KS et al. (2007). Impact of reduced meal frequency without caloric restriction on glucose regulation in healthy, normal-weight middle-aged men and women. Metabolism, 56(12), 1729-34. Vedi su PubMed
- Meessen ECE, Andresen H, van Barneveld T et al. (2021). Differential Effects of One Meal per Day in the Evening on Metabolic Health and Physical Performance in Lean Individuals. Front Physiol, 12, 771944. Vedi su PubMed
- Mamerow MM, Mettler JA, English KL et al. (2014). Dietary protein distribution positively influences 24-h muscle protein synthesis in healthy adults. J Nutr, 144(6), 876-80. Vedi su PubMed
- Bauer J, Biolo G, Cederholm T et al. (2013). Evidence-based recommendations for optimal dietary protein intake in older people: a position paper from the PROT-AGE Study Group. J Am Med Dir Assoc, 14(8), 542-59. Vedi su PubMed