Digiuno di 36 ore dalla domenica sera al martedì mattina: come farlo
Domenica sera alle 20 chiudi la cena, e il pasto successivo è la colazione di martedì alle 8: è il digiuno di 36 ore nella versione più facile da incastrare in una settimana normale. In mezzo ci sono due notti di sonno e un lunedì intero senza mangiare, dal caffè al bar fino alla cena in famiglia.
Chi lo fa da anni sa che le ore pesanti sono poche e prevedibili: la pausa pranzo del lunedì e la sera. Qui trovi i passi nell'ordine in cui li vivi, con quello che gli studi sull'uomo hanno misurato e i segnali che ti dicono di fermarti prima.
1. Chiarisci cosa può darti davvero un digiuno di 36 ore
Cercando i benefici del digiuno di 36 ore trovi promesse grandi: l'autofagia che si accende a un'ora precisa, il sistema immunitario «resettato». Gli studi sull'uomo raccontano una storia più piccola: in 36 ore i grassi diventano il carburante principale e i chetoni nel sangue salgono (punto 4).
Sull'autofagia, il riciclo delle parti vecchie delle cellule, nell'uomo manca un numero di ore affidabile: nessuno studio ha stabilito quando parta in una persona né quanta ne produca un digiuno di 36 ore. La rigenerazione del sistema immunitario è stata osservata nei topi, con cicli ripetuti di digiuno prolungato, come racconta l'articolo sui benefici del digiuno di 72 ore.
Sul peso, il martedì la bilancia di solito scende, e buona parte di quel calo è acqua. Nel tempo conta come mangi nel resto della settimana, e i risultati variano molto da persona a persona.
2. Arrivaci dopo qualche digiuno di 24 ore e scegli la settimana
Le 36 ore sono il passo dopo il digiuno di 24 ore da cena a cena. Se l'hai fatto due o tre volte senza capogiri, e la cena dopo è rimasta una cena normale, conosci già le ondate di fame del lunedì. Le dodici ore in più sono quasi tutte notte.
Poi guarda l'agenda. Un pranzo di lavoro con un cliente il lunedì, o una trasferta lunga in autostrada, sono buoni motivi per spostare tutto di una settimana. Il martedì tieniti libero fino alle 9, così fai colazione seduto e senza la corsa al treno.
Se hai una malattia o prendi farmaci, anche solo per la pressione, parlane prima con il medico: vale per qualsiasi digiuno oltre le 24 ore. Chi dovrebbe lasciar perdere è elencato al punto 7.
3. Domenica alle 20: fai una cena normale e chiudi la cucina
L'ultima cena prima di 36 ore invoglia a fare scorta, con il bis di pasta al forno e la fetta di torta. Ne ricavi una notte pesante e un lunedì che comincia con la sete, e la fame delle 11 arriva lo stesso.
Ti serve un pasto completo di dimensioni normali: un piatto di pasta e ceci o di riso con le verdure, poi due uova, un trancio di merluzzo o una fettina di vitello, con insalata condita con olio e un frutto.
Un bicchiere di vino cambia poco; di più peggiora il sonno proprio la prima notte. Dopo le 20 la cucina è chiusa: lavati i denti presto e porta l'acqua sul comodino.
4. Segui cosa succede nel corpo, ora per ora
I numeri vengono da piccoli gruppi di volontari sani misurati in laboratorio: sono medie, e il tuo corpo può essere qualche ora avanti o indietro.
| Quando | Ore | Cosa hanno misurato gli studi | Cosa fai tu |
|---|---|---|---|
| Lunedì 8:00 | 12 | Il fegato attinge ancora al glicogeno; i grassi coprono già buona parte dell'energia | Acqua, poi l'espresso al bar |
| Lunedì 14:00 | 18 | Il rilascio di grassi entra nel tratto in cui cresce più in fretta | Venti minuti a piedi al posto del pranzo |
| Lunedì 20:00 | 24 | Chetoni intorno a 1 mmol/L; gran parte del calo dell'insulina è avvenuta | A tavola con una tisana |
| Martedì 2:00 | 30 | Il glicogeno dà meno di un quinto del glucosio | Dormi, acqua sul comodino |
| Martedì 8:00 | 36 | Metabolismo a riposo circa il 6% sopra il valore delle 12 ore, battito un po' più veloce | Colazione piccola, da seduto |
Il passaggio chiave riguarda il glicogeno, la scorta di zucchero del fegato. A Yale lo hanno seguito con la risonanza magnetica durante un digiuno di 68 ore: nelle prime 22 ore copriva circa un terzo del glucosio prodotto dal corpo, tra la ventiduesima e la trentaseiesima ora il 18%, nelle 18 ore successive appena il 4%. Il resto il fegato lo fabbrica da sé. Le tue 36 ore finiscono più o meno quando la scorta smette di contare.
Intanto i grassi escono dal tessuto adiposo sempre più in fretta. All'Università del Texas a Galveston, in sei giovani uomini, il rilascio di grassi è raddoppiato tra la dodicesima e la settantaduesima ora, con il salto più grande tra la diciottesima e la ventiquattresima. Quanto pesa tutto questo sul grasso che perdi lo spiega l'articolo dopo quante ore di digiuno si bruciano i grassi.
I chetoni, che il fegato ricava dai grassi, in una giornata normale stanno tra 0,1 e 0,25 mmol/L e dopo 24 ore di digiuno arrivano intorno a 1 mmol/L. A Nottingham 29 volontari sani, 17 donne e 12 uomini, sono stati misurati a 12, 36 e 72 ore: a 36 ore il battito era passato in media da 62 a 68 al minuto, con la pressione invariata e l'adrenalina ancora ai valori di partenza. Un battito un po' più veloce è atteso; se il cuore martella, vai al punto 7.
5. Lunedì: bevi molto, dal bar alla cena in famiglia
Per tutte le 36 ore bevi solo cose senza calorie, e bevine parecchie: un litro e mezzo o due d'acqua nel corso del lunedì, oltre a caffè e tè.
| Bevanda | Nelle 36 ore | Come regolarti |
|---|---|---|
| Acqua naturale o frizzante | Sì | Un bicchiere appena sveglio, poi a sorsi per tutto il giorno |
| Espresso o caffè lungo | Sì, amaro | Due o tre al giorno: a stomaco vuoto molti sentono acidità o agitazione |
| Tè e tisane | Sì, senza zucchero né miele | Una tisana calda all'ora di cena ti tiene le mani occupate |
| Acqua con un pizzico di sale | Sì, se ti gira la testa quando ti alzi | Con pressione alta o malattie renali chiedi prima al medico |
| Cappuccino, ginseng del bar, succhi | No | Contengono latte o zucchero: rimandali a martedì |
Al bar l'espresso amaro al banco ti lascia il rito della mattina. La regola delle 50 calorie, secondo cui sotto quella soglia il digiuno regge, non ha uno studio alle spalle: per 36 ore resta su quello che di calorie non ne ha.
Il sale serve a chi sente la testa leggera alzandosi di scatto: nei digiuni oltre le 24 ore con l'acqua se ne va anche un po' di sodio, e un pizzico sciolto in un bicchiere spesso basta.
Alle 13, quando i colleghi vanno in mensa o a prendere la pizza al taglio, esci a camminare venti minuti. La sera è il tratto più duro: alle 20 sei a 24 ore e la cucina profuma. Siediti a tavola con la tua tisana, oppure fai un giro dell'isolato mentre gli altri finiscono. Nelle ore difficili il coach con IA di FastTrack ti risponde quando la fame si fa sentire, e nella stessa app segni l'acqua bicchiere dopo bicchiere.
6. Martedì alle 8: interrompi il digiuno con una colazione piccola
Al Rowett Institute di Aberdeen 24 uomini e donne magri hanno seguito proprio questo schema: dalle 20 di un giorno alle 8 di due giorni dopo, solo bevande senza calorie. La voglia di mangiare è rimasta alta per tutto il digiuno ed è tornata normale appena fatta colazione. Il giorno della ripresa hanno mangiato circa il 20% in più del giorno di confronto, più o meno un sesto dell'energia saltata, e a colazione hanno scelto cibi più grassi del solito.
Quella voglia di grasso va tenuta d'occhio: cornetto alla crema e cappuccino grande, mandati giù in cinque minuti dopo 36 ore, spesso lasciano gonfiore e sonnolenza. Fai colazione da seduto, in due tempi: prima uno yogurt bianco con una banana o due uova strapazzate, dopo un quarto d'ora una fetta di pane integrale con ricotta e il caffè. Se vuoi tenere d'occhio le porzioni, la scansione dei pasti di FastTrack ti dà calorie e macronutrienti da una foto.
A pranzo torni ai pasti di sempre. La bilancia del martedì di solito segna meno di domenica: buona parte del calo è acqua legata al glicogeno e cibo ancora da digerire, e torna nei giorni seguenti. Guarda la media di più settimane.
7. Sappi quando fermarti e chi deve evitarlo
Fermarsi a 30 ore, o alla cena del lunedì, è una scelta sensata. Interrompi e mangia qualcosa se compare uno di questi segnali:
- Capogiri forti, vista annebbiata o la sensazione di stare per svenire.
- Uno svenimento, anche breve: senti il medico prima di riprovare.
- Tremore, sudore freddo o confusione, possibili segni di glicemia bassa.
- Palpitazioni forti o dolore al petto: chiedi subito aiuto medico.
- Nausea, vomito o un mal di testa che resta anche dopo acqua e un pizzico di sale.
Il digiuno di 36 ore è da evitare in gravidanza e durante l'allattamento, sotto i 18 anni, se hai sofferto di disturbi alimentari, anche anni fa, e se sei sottopeso. Con il diabete trattato con insulina o altri farmaci che abbassano la glicemia il rischio di ipoglicemia è concreto: niente digiuno lungo senza il medico. Lo stesso vale per qualsiasi malattia cronica o terapia, dai farmaci per la pressione ai diuretici.
In breve
Il digiuno di 36 ore più gestibile va dalla cena della domenica alla colazione del martedì, dopo qualche digiuno di 24 ore andato bene. Gli studi sull'uomo misurano il passaggio ai grassi e i chetoni in salita; per l'autofagia mancano numeri. Bevi molto il lunedì e chiudi con una colazione piccola. Ai primi capogiri seri, fermati.
Domande frequenti
Quanto peso si perde con un digiuno di 36 ore?
Dipende dalla persona, e il calo che vedi il martedì è in buona parte acqua legata al glicogeno, che torna quando riprendi a mangiare. In uno studio scozzese il giorno dopo i volontari hanno recuperato solo circa un sesto dell'energia saltata; nel tempo conta soprattutto come mangi nel resto della settimana.
Durante un digiuno di 36 ore si entra in chetosi?
I chetoni salgono già nella prima giornata: negli adulti sani passano da 0,1-0,25 mmol/L a circa 1 mmol/L dopo 24 ore di digiuno, e a 36 ore sono ancora in salita. Quanto e quando varia da persona a persona, anche in base a cosa hai mangiato prima.
Il digiuno di 36 ore attiva l'autofagia?
Nell'uomo nessuno studio ha stabilito dopo quante ore parta l'autofagia, né quanta ne produca un digiuno di 36 ore. Le promesse più citate, compreso il sistema immunitario rinnovato, vengono da studi sui topi.
Posso bere il caffè durante il digiuno di 36 ore?
Sì, espresso amaro o caffè lungo senza zucchero, due o tre al giorno, perché a stomaco vuoto molti sentono acidità o agitazione. Il cappuccino e il ginseng del bar contengono latte o zucchero e interrompono il digiuno.
Il metabolismo rallenta dopo 36 ore di digiuno?
Nei volontari sani studiati a Nottingham è successo il contrario: a 36 ore il metabolismo a riposo era circa il 6% più alto rispetto alla dodicesima ora. A 72 ore la differenza con il valore delle 12 ore non era più significativa.
Posso allenarmi durante un digiuno di 36 ore?
Una camminata o un po' di stretching vanno bene, e la passeggiata della pausa pranzo aiuta a far passare l'ondata di fame. Pesi e corsa intensa spostali a martedì pomeriggio, dopo i primi due pasti, perché verso la fine del digiuno capogiri e cali di energia sono più probabili.
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Scarica FastTrackAvvertenza medica: questo articolo ha solo scopo educativo e non sostituisce un parere medico professionale. Consulta sempre un professionista sanitario prima di iniziare o modificare un piano di digiuno o di alimentazione, soprattutto se hai una patologia, sei incinta o assumi farmaci.
Fonti
- Rothman DL, Magnusson I, Katz LD et al. (1991). Quantitation of hepatic glycogenolysis and gluconeogenesis in fasting humans with 13C NMR. Science, 254(5031), 573-6. Vedi su PubMed
- Klein S, Sakurai Y, Romijn JA et al. (1993). Progressive alterations in lipid and glucose metabolism during short-term fasting in young adult men. Am J Physiol, 265(5 Pt 1), E801-6. Vedi su PubMed
- Puchalska P, Crawford PA (2017). Multi-dimensional Roles of Ketone Bodies in Fuel Metabolism, Signaling, and Therapeutics. Cell Metab, 25(2), 262-284. Vedi su PubMed
- Webber J, Macdonald IA (1994). The cardiovascular, metabolic and hormonal changes accompanying acute starvation in men and women. Br J Nutr, 71(3), 437-47. Vedi su PubMed
- Johnstone AM, Faber P, Gibney ER et al. (2002). Effect of an acute fast on energy compensation and feeding behaviour in lean men and women. Int J Obes Relat Metab Disord, 26(12), 1623-8. Vedi su PubMed